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IL MUSEO
Carsismo e Speleogenesi Diorami di grotte e plastici interattivi illustrano al visitatore i meccanismi di formazione delle morfologie del carsismo epigeo ed ipogeo, e le problematiche ad esse legate.
Geologia Esposizioni di fossili e minerali documentano la storia geologica locale e ne svelano i misteri, contestualizzando il passato nel presente.
Speleologia Scopi, tecniche di progressione in grotta, equipaggiamento, pericoli, straordinarie scoperte ed esplorazioni, spiegano i segreti di questa professione tramite reperti, modelli e equipaggiamento tecnico.
Biospeleologia Pannelli didattici descrivono i misteri della fauna cavernicola, dai piccoli invertebrati fino al celebre Proteo, evidenziando gli adattamenti, le forme dei protagonisti della vita nelle grotte.
Archeologia Foto e reperti di archeologia locale documentano la storia recente e gli utilizzi che l'uomo ha fatto in passato delle grotte.
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La Storia del Museo Tra il XVIII e il XIX secolo tutta l'area bagnata dal breve corso d'acqua dell'Oliero era posseduta dalla famiglia Parolini. Dalla copiosità e costanza delle acque che uscivano dalla montagna e per la presenza di un paio di grotte, il noto naturalista bassanese Alberto Parolini (1788-1867) ipotizzò una rete idrica sotterranea ricca di altre cavità. Fece così eseguire dei lavori per allargare delle crepe nelle pareti di roccia e nel 1822 poté scoprire una nuova e grande grotta, parzialmente riempita da un laghetto (oggi Cogol dei Siori). Nel 1832, eseguiti alcuni lavori di sistemazione, la rese visitabile al pubblico. In questa sorgente il Parolini tentò un singolare esperimento: egli provò ad introdurvi, dopo averli importati da Postumia, alcuni esemplari di Proteo. Per più di un secolo non si seppe l’esito dell’esperimento, ma in questi ultimi anni varie esplorazioni subacquee hanno individuato diversi esemplari di questo curioso anfibio. A partire dal 1996 l'edificio, di proprietà del Comune di Valstagna è stato preso in gestione dalla Federazione Speleologica Veneta che lo ha trasformato nel Museo di Speleologia e Carsismo dedicato ad A. Parolini.
La cartiera
Già
a partire dal XVI sec. erano presenti lungo il torrente Oliero diverse
attività che sfruttavano la forza motrice dell’acqua (segherie, fucine,
cartiere, mulini). Questi opifici erano di proprietà di alcune fra le più
importanti famiglie dell’aristocrazia veneziana, che in questo periodo
era stata costretta a spostare i propri interessi economici dal mare
all’entroterra.
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